Posizionamento SEO: come funziona un motore di ricerca

Posizionamento SEO: come funziona un motore di ricerca

La SEO è un insieme di strategie che permettono ad un sito di essere tra le pagine di un motore di ricerca. Scopri come fare per essere tra i primi risultati

Un motore di ricerca è un sistema automatico che analizza un insieme di dati e li classifica per poi restituirli in una SERP, con un preciso ordine. Il motore di ricerca più utilizzato al mondo è Google, quindi la maggior parte delle attività SEO si concentrano sullo studio del suo algoritmo e dei suoi periodici aggiornamenti. 

La SEO (Search Engine Optimization), invece, è l’insieme delle strategie e delle tecniche che permettono ad un sito web di essere presente tra le pagine di risultato del motore di ricerca quando un utente esegue una determinata richiesta (query) e cioè cerca una parola chiave (keyword) o una frase (long tail).

Come funziona un motore di ricerca

Un motore di ricerca opera seguendo un ordine preciso, che si divide in tre fasi:

  • Scansione (o crawling). La prima fase del processo eseguito da un motore di ricerca è la scansione del web da parte degli spider (crawler). Questi esaminano tutti i documenti presenti appunto nel web (testo, immagini, video, ecc) e li portano all’interno di un database. La pagina di un sito si presenta nel suo codice HTML e Google tiene in considerazione alcune parti specifiche di cui parleremo dopo.
  • Indicizzazione. In questa fase tutto quello che è stato raccolto in fase di scansione è messo in ordine. Attraverso dei particolari algoritmi Google e gli altri motori di ricerca dividono le pagine per parole chiave, categorie e altri parametri. Nel momento in cui l’utente fa una ricerca, Google effettua la ricerca all’interno del proprio database, dove sono presenti le copie dei documenti scansionati e ordinati.
  • Ranking e creazione della SERP. Quando l’utente inserisce la query di ricerca il motore di ricerca, attraverso gli algoritmi, preleva dagli indici i documenti più rilevanti e li ordina in una sorta di classifica, la cosiddetta SERP (Search Engine Results Page). Google, in particolare, è in grado di fornire delle SERP personalizzate, cioè ritagliate sugli interessi degli utenti, sulla sua attività sociale (tramite i social network), sul luogo in cui vive, sulla lingua parlata.

I fattori di posizionamento SEO

Google utilizza diversi fattori per valutare la qualità di una pagina web e decidere l’ordine dei risultati organici (non a pagamento). Ecco i principali:

  • Fattori On-Page. Il tag Title, cioè il testo inserito nel codice che in WordPress è chiamato titolo SEO. Questo deve contenere la parola chiave. La meta description, cioè il paragrafo che si trova sotto il titolo e che compare tra i risultati dei motori di ricerca. Deve contenere la parole chiave e non deve superare i 160 caratteri, altrimenti è automaticamente troncata dai motori di ricerca.
  • Parole Chiave. Scegliere la parola chiave (keyword) giusta è fondamentale da un punto di vista SEO per posizionare i proprio sito. Oggi le ricerche a coda lunga (long tail) fatte dagli utenti con un linguaggio sempre più naturale hanno obbligato i motori di ricerca ad adattarsi al cambiamento semantico.
  • Contenuti di qualità. Ortografia, grammatica, leggibilità, formattazione e lunghezza, sono tutti fattori da considerare per valutare la qualità dei contenuti, che devono essere creati per gli utenti, non per Google. Frasi e paragrafi devono essere brevi e suddivisi con sottotitoli. Inoltre devono contenere sinonimi.
  • Autorevolezza. I siti web che hanno una buona reputazione si posizionano più facilmente. Google valuta la credibilità e l’autorevolezza basandosi sulla qualità e sulla completezza informativa dei contenuti. Sicuramente parlare di un determinato argomento in un sito o in un blog aiuta Google a capire qual è il settore in oggetto.
  • Fattori On-Site. Comprende diversi aspetti come il dominio, il menù di navigazione, la sitemap (mappa del sito), velocità del sito e la compatibilità con i dispositivi mobili. È molto importante, infatti, che il sito sia mobile-friendly.
  • Link interni. Sono collegamenti che vanno da un pagina all’altra. Una buona struttura di link interni favorisce l’indicizzazione, determina una gerarchia tra le pagine del sito e permette agli utenti di navigare il sito.
  • Link esterni. Sono collegamenti che vanno dal sito verso pagine esterne. Favoriscono il posizionamento della pagina di destinazione, ma è comunque una strategia vincente se si citano siti autorevoli, che possono fornire un reale approfondimento, utile agli utenti.
  • Link in entrata. I link in entrata sono un fattore di ranking determinante nel migliorare il posizionamento di un sito su Google. Ovviamente è importante che i siti che puntano a questo siano autorevoli e che trattino dello stesso argomento.